Come chiedere il reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza è un sussidio dato dallo Stato alle persone che ne hanno bisogno, cioè a quelli che non hanno un lavoro o guadagnano veramente poco per poter vivere una vita dignitosa. Viene erogato ai beneficiari fino a quando accettano una delle tre offerte lavorative proposte. Anche tu vuoi sapere come chiederlo? Allora non ti resta che leggere questa guida. Di seguito, infatti, ti spiegherò le cose più importanti e come poterlo ottenere.

Il reddito di cittadinanza è stato introdotto nel 2019 dal governo Conte I su richiesta del Movimento Cinque Stelle che si è sempre battuto per questa eccezionale misura presente in altri paesi europei. Un sussidio erogato in maniera diversa nei paesi del nord Europa come la Germania. Per ottenerlo bisogna soddisfare diversi requisiti che ti spiegherò dettagliatamente di seguito.

Se stai leggendo questa guida significa che la tua intenzione è quella di sapere come chiedere il RdC allora devo dirti che sei sulla strada giusta. Fare la richiesta non è complicato come sembra e in questo tutorial ti spiegherò, come detto prima, l’iter burocratico meno complicato e più efficace. Detto ciò, non ti resta che continuare a leggere per informarti su questo speciale sussidio.

Reddito di cittadinanza: requisiti e obblighi

In questa guida su come chiedere il reddito di cittadinanza ti voglio spiegare prima quali sono i requisiti, perché bisogna ricordare che non tutti possono percepirlo. Inoltre ti spiegherò quali sono gli obblighi che avrai verso lo Stato se verrai ritenuto beneficiario. Attenzione ad adempiere a tutti gli obblighi altrimenti non potrai più beneficiarne. Detto questo andiamo subito a vedere di cosa si tratta.

Requisiti

I requisiti per ottenere il sussidio sono molti e bisogna assolutamente possederli. Innanzitutto bisogna essere cittadino italiano ma si può richiedere anche se si risiede in Italia da 10 anni di cui 2 in modo continuato. Avere l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) inferiore ai 9360 euro all’anno. Possedere un patrimonio immobiliare minore di 30 mila euro, la prima casa è esclusa. Avere un patrimonio finanziario non superiore ai 6 mila euro sia personale che nel nucleo familiare.

Obblighi

Quando si accetta il reddito di cittadinanza si accettano degli obblighi tra i quali l’immediata disponibilità al lavoro. A questo si aggiunge anche l’accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che può prevedere diverse attività. Ad esempio prestare servizio alla comunità ma anche la riqualificazione professionale o il completamento degli studi. Se non si osservano tali obbligazioni si rischia di perdere il diritto.

Gli obblighi sono previsti nel Patto per il lavoro e nel Patto per l’inclusione sociale. Una volta iscritti all’ufficio di collocamento vengono proposti dai navigator diverse offerte di lavoro. Gli impieghi inizialmente si possono rifiutare oppure si possono accettare. Sono massimo tre offerte di lavoro che il beneficiario riceve e la lontananza della sede di lavoro varia man mano che le offerte aumentano. Nei primi dodici mesi si riceve una opportunità lavorativa entro i 100 chilometri dalla residenza e se non si accetta le offerte lavorative possono provenire anche da 250 chilometri.

Dove presentare la domanda per il reddito di cittadinanza

Presentare la domanda per questo speciale sussidio è molto facile e può essere effettuata attraverso tre procedimenti. La via più facile è quella di rivolgersi al CAF (Centro Assistenza Fiscale) che si trova il ogni città perché qui verrai guidato passo passo sulla procedura per fare la richiesta. Un altro modo è quello di recarsi presso Poste Italiane ma è possibile fare la domanda dopo il quinto giorno di ciascun mese. È possibile fare richiesta anche all’INPS collegandosi al sito ufficiale nella sezione “reddito di cittadinanza/pensione di cittadinanza”, e per fare ciò bisogna avere SPID o almeno la carta di identità elettronica.

Come si usa il reddito di cittadinanza

Se la domanda viene accettata riceverai una carta che puoi usare nei modi. La carta consente infatti di prelevare contante per un massimo di 100 euro al mese che aumenta in base al numero dei componenti del nucleo familiare. Si può anche effettuare un bonifico ma soltanto se devi pagare l’affitto o un mutuo. Grazie a questa carta puoi pagare anche le utenze domestiche (ad esempio luce e gas), puoi pagare la mensa scolastica e puoi fare anche la spesa. In generale si possono acquistare i generi di consumo e molti servizi.

Ci sono, però, alcune cose che non si possono acquistare e non è possibile elencarle tutte perché la categoria è molto lunga. Per rendere chiara l’idea non si possono acquistare armi, servizi assicurativi, articoli di gioielleria e pelletteria. A questi si aggiungono anche gli acquisti di prodotti online, quindi non puoi comprare su determinati siti e-commerce soprattutto se si tratta di beni che non sono di prima necessità.

Come rinnovare il reddito di cittadinanza

Questo speciale sussidio concesso dallo Stato alle persone meno ambienti ha una durata di alcuni mesi. Nel frattempo ti verranno presentate fino a tre offerte di lavoro. Infatti il Reddito di Cittadina è concesso per un periodo massimo di diciotto mesi ma può essere rinnovato a patto che ci siano le condizioni, e cioè che si soddisfano i requisiti richiesti.

Per rinnovarlo bisogna seguire di nuovo l’iter di presentazione della domanda negli uffici preposti. Quindi, come scritto prima, puoi recarti al Centro di Assistenza Fiscale, in un ufficio di Poste Italiane oppure puoi collegarti al sito dell’INPS. Porta con te il modello ISEE in corso di validità. Se la richiesta viene approvata, riceverai il sussidio il mese successivo per altri diciotto mesi.

Come si perde il diritto al reddito di cittadinanza

Come abbiamo visto, ottenere il reddito di cittadinanza è facile ma è anche facile perdere il diritto al sussidio perché ci sono diversi obblighi che bisogna osservare. La decadenza si ha quando non si fa la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, se non si accettano uno dei tre lavori proposti, se non si partecipa alle iniziative previste come quella di carattere formativo o ai progetti utili alla collettività, se si viene trovati a svolgere una attività lavorativa, se non si comunica la variazione del reddito o del patrimonio. Questi sono le motivazioni principali per le quali si verifica l’esclusione.